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Soulwork: Lavoro dell’Anima

© Martyn Carruthers, 1999

Questo è una metodologia nata per effettuare efficaci cambiamenti interiori e per lo sviluppo personale. Ha la sua origine nelle tecniche psicoterapeutiche dei guaritori Hawaiiani ed incorpora metodi della terapia per la famiglia (Systemic Family Therapy), la Programmazione Neurolingusitica (NLP) e la Logoterapia.

E’ un lavoro in quattro fasi. La prima fase aiuta la persona a trovare e stabilizzare un’esperienza di integrazione. Questa fase è considerata completa quando tutte le “parti” della personalità possono essere accettate in modo simultaneo. Tutto il lavoro seguente si basa su questa esperienza di integrazione, visto come “Anima” quale base per valutare i rapporti ed i ricordi. In fine, questo lavoro permette alla persona di definire le sue “metà” nella vita e di scegliere i modelli che possono assistere in questo proposito.

Il Lavoro dell’Anima trova anche soluzioni in molti casi di comportamenti neurotici, assuefazione alle sostanze, rapporti malsani e difficoltà emotive. Riesce ad alleviare sintomi psicosomatici ed accelerare la guarigione di malattie somatiche. Si presume che i sintomi hanno creato un beneficio, o nel presente o nel passato, per cui aiutare la persona ad identificare il sistema di pensiero sottostante ed i comportamenti che mantengono i benefici dei sintomi può dare luogo a remissioni spontanee.

Il Lavoro dell’Anima, non pretende di incarnare la verità, seppure non sia neanche falso. E’ un modo efficace per accelerare l’integrazione personale, di migliorare i rapporti, aumentare l’autostima ed a definire quello che uno vuole dalla vita. Questo modo di lavorare ha aiutato risolvere molti sintomi sia fisici sia mentali.

Il Lavora dell’Anima si basa sui i seguenti concetti:

  • “Anima” è il cuore dell’identità umana.
  • “Anima” è un’esperienza di collegamento con il proprio sé interiore e con il mondo esteriore.
  • “Anima” è un’esperienza di integrazione.
  • “Anima” è uno dei principi che organizza le esperienze della vita.
  • “Anima” può guidarci verso una vita che sentiamo sia significativa.

“L’Anima” è il cuore dell’identità umana.

L’esperienza di “anima” non è facile da descrivere. Sembra la parte centrale dell’identità umana, dell’essenza de sé, eppure non è egoista, ne logica, ne inconscia. Non è contenuto nel corpo, ne un servo ai desideri del corpo. Il Lavoro dell’Anima permette ad una persona di gustare quest’esperienza, di stabilizzarla e di esprimere la sua identità intrinseca.

“L’Anima” è un’esperienza di collegamento con il proprio sé interiore e con il mondo esterno.

“Anima” si descrive di solito come un senso di collegamento, forse ad altre persone, forse e tutte le cose viventi, forse al pianeta o l’universo. La cosa che accomuna queste varie sensazioni sembra essere la risoluzione di conflitti interiore, la capacità di mettere da parte le forme di pensieri limitanti ed a sentire amore per se stesso.

“L’Anima” è un’esperienza di integrazione.

A volte le persone si comportano come fossero frammentate. Dicono cose come “ Una parte di me vuole questo, ma un’altra parte di me vuole quello” o “Non mi piace la parte di me che...” Le “parti” sono in conflitto mentre “l’anima” è quello che esiste prima della frammentazione. Questa metodologia permette di risolvere i conflitti interiori dando peso alla saggezza con cui è stato creato il conflitto.

“L’Anima” è uno dei principi che organizza le esperienze della vita.

“L’Anima” sembra di aver la funzione organizzativa fra quello che la persona è e quello che non è. Nello stato soggettivo di “anima” le persone spesso dicono che ogni esperienza di vita, anche quelle spiacevoli, hanno una loro funzione ed intento. In questo stato la persona può rivalutare qualunque esperienza di vita e trarne beneficio.

“L’Anima” può guidarci verso una vita che sentiamo sia significativa.

Durante questo lavoro, le persone hanno spesso descritto l’anima come “il vero io” “quello che è il mio potenziale”. La maggioranza di persone visualizzano il loro sé futuro in modo perfezionato che funziona da ponte fra l’esperienza astratta ed i dettagli della vita quotidiani. La persona a questo punto può usare “l’anima” come referente per avere illuminazioni ed una guida per rivalutare la vita.

“L’Anima” permette la rivalutazione dei legami nei rapporti.

Un legame è quella sensazione di essere collegato ad un’altro che può motivare quello che si crede e quello che si fa. I legami possono sembrare condizionamenti.  es. “Sono pigro e siccome credo questo, mi sento in sintonia con un  parente che percepisco come pigro” Ogni legame può essere valutato dallo stato di anima ed all’occorrenza può essere cambiato. Cambiando i legami si cambiano i rapporti e si può scegliere di risanare ed approfondire un rapporto.

“L’Anima può guidarci nel rivalutare le esperienze.

Qualunque esperienza, positiva o negativa crea la motivazione per quello che si crede e per come ci si comporta. Es. “Sono stata abbandonata dal mio primo amore, perciò non amerò più.” Rivalutando l’esperienza dallo stato dell’Anima, l’accaduto diventa una fonte di insegnamento che può essere accettato ed anche celebrato come lezione.

“L’Anima” può portare a rivalutare quello che si considera una vita realizzata.

Ogni meta crea motivazioni per quello che si crede e per il comportamento. Es. “Voglio controllare il mio partner, per fare questo devo credere che ha torto, così troverò il sistema per fargli fare quello che voglio io” Le metà possono essere riviste dallo stato dell’Anima. Si possono scegliere le meta di cui sono d’accordo tutte le parti della persona, così che ogni passo verso questa meta aumenta il senso di realizzazione.

In questo modo di lavorare, l’Anima è un’esperienza di integrazione e di essere collegati che può guidare l’esperienza della vita. Fa parte delle attività, quello che si crede ed i valori di vita quotidiana.

L’anima ha molti significati ma in quest’ottica ci sono molte cose che non sono comprese nel concetto.

“L’anima” non è:

Un gettone religioso da collezionare. Questo lavoro ha poco da fare con discussioni logiche, religiose o filosofiche anche se una filosofia od una religione  che incoraggia gli individui ad intergrarsi, di avere rapporti di qualità, di auto accettarsi e di trovare le proprie meta nella vita, portano le persone all’esperienza dell’Anima.

“L’Anima” non è una parte della personalità, comunque accettare qualunque “parte” della personalità porta all’esperienza dell’Anima. Amare la “parte” che ama il cioccolato, quella che ammira la bellezza e quella che è pigra è sempre un passo verso l’Anima, sono tutte sfaccettature di un diamante unico, i riflessi dell’arcobaleno creando il rapporto fra la persona, le sue parti ed il mondo esterno.

L’Anima non è un rapporto anche se può essere espresso in un rapporto. Sembra più quello che si trova fra due persone. E’ una risonanza.

L’Anima non è un’emozione anche se si può descrivere come la fonte delle emozioni. Amore e rabbia hanno la stessa fonte e in questo lavoro tutte le emozioni sono viste come comunicazioni valide delle varie parti della personalità. Accettare l’emozione porta all’esperienza dell’Anima.

L’Anima non è il dialogo interiore anche se può portare all’esperienza dell’Anima. Il dialogo interiore sembra una comunicazione allucinatoria fra le parte della personalità  che ha la funzione  di imparare dal passato, risolvere problemi e pianificare il futuro. Dopo il lavoro le persone spesso commentano che “ C’è molto silenzio dentro di me!”

L’Anima non è un desiderio anche se un desiderio può essere una via per l’esperienza dell’Anima. Usando le domande che chiarificano “il desiderio” più impellente, di solito una variante su quello che uno sentirebbe come realizzante, può portare la persona ad una consapevolezza dell’Anima.

L’Anima non è un valore anche se i valori possono portare all’Anima ed anche esprimerla. “Che cosa è importante per te?” “Perché è importante per te? Seguendo questa linea di domande, le risposte di solito diventano sempre più astratte, metaforiche e finalmente descrivono un’esperienza di appartenenza.

L’Anima non è l’ego malgrado il fatto che un’esperienza di ego può portare ad un’esperienza dell’Anima. L’Ego di una persona è come una parte adolescente, dissociata dall’identità e spesso disprezzata!

L’Anima non è un corpo anche se sensazioni e sintomi possono portare all’esperienza dell’Anima. Questo lavoro presume che una sensazione o sintomo sia una comunicazione inconscia che porta a qualcosa di positivo. Trovare il beneficio della sensazione o sintomo è un passo verso l’Anima.

L’Anima non è arte anche se l’arte può portare all’esperienza dell’Anima. La musica, una statua o una poesia aiutano trovare quello spazio fra il sé e quello che non è il sé.

L’Anima non è il mondo anche se ci sono molti posti dove le persone possono avere l’esperienza dell’Anima es. un rudere, un posto panoramico, un giardino od una casa. Sono tutti posti dove la persona può aprirsi e sentire il magico ed il mistero del mondo.

Come Riconoscere  l’esperienza dell’Anima.

Può essere riconosciuto sia dalla postura della persona sia dalla descrizione che fa delle sensazioni. Si assicura, tramite domande, che non è solo uno stato piacevole di rilassamento. Più tardi nel processo si stabilizza questo stato per poterlo ritrovare con facilità.

Una persona che sta sperimentando questo stato di solito si tiene in posizione eretta, sia seduta, sia in piedi. Il corpo è simmetrico con la testa leggermente in su. Gli occhi possono essere aperti o chiusi ed i muscoli del viso sono rilassati senso essere flaccidi. Se sono sedute, le persone spesso mettono le mani nel grembo con le palme rivolte verso l’alto mentre una persona in piedi normalmente tiene le braccia stese con le palme delle mani verso il davanti.

Spesso le descrizioni fatte dalle persone sono paradossali. Può darsi che dicano che riescono ad esaminare la propria vita ed i rapporti con gli altri con molta passione insieme ad una mancanza di giudizio. Altri dicono che sentono uno stato più “alto” o “profondo” o semplicemente “Mi sento sveglio” . Altri dicono di avere un’esperienza chiara al livello interiore mentre sono anche consapevoli di tutte le sensazioni esteriori.

Spesso si sentono delle metafore molto astratte come “Sono una goccia d’acqua in un oceano infinito”, “Sono una scintilla di fuoco eterno” o “Sono un figlio dell’Universo”. Chi ha già avuto questa esperienza la riconosce nella descrizione mentre chi non la ha avuta cerca di analizzarla letteralmente. Spesso si sento dire che è l’esperienza ad essere “pienamente umana” mentre si tenta di descrivere il mistero, il magico e l’incantesimo di far parte dell’Universo.

Sintesi del Lavoro dell’Anima.

Il diagramma qui sotto rappresenta la vita di una persona. Le linee inclinate a sinistra rappresentano le vite dei due genitori e la linea centrale rappresenta il presente, così che la linea a sinistra di questa linea significa il passato e quella a destra è il futuro. La figura a destra rappresenta L’Anima ed è un simbolo Hawaiiano che si chiama Kanaka. Tradotto vuole dire “essere umano” ed anche “collegamento equilibrato fra un sole ed un’altro”

Si può anche sovrapporre il simbolo dell’infinità (un 8 sdraiato), le 4 zone che sono state numerate, raffigurando le 4 fasi del Lavoro dell’Anima. Le fasi 1 e 2 sono orientate verso il futuro mentre le fasi 3 e 4 hanno da fare con il passato.

La Sequenza di Lavoro

Prima fase: Rivalutare il sé.

1a. Creare la fiducia, rispondere a delle obbiezioni, affrontare la tematica del “trasfert” e definire gli obiettivi.

In questa fase il lavoro consiste nel creare un clima di fiducia rispondendo alle obbiezioni inconsce del cliente. Es. Quando una persona dice “Sono contento di essere qui” mentre scuote la testa, segnalando un forte dubbio. Vanno riconosciute e sciolte perché un cliente ha bisogno di potersi fidare prima di potere arrivare a decidere le sue meta personale nel lavoro. In questa fase si lavora anche sui trasfert inconconsci Es. un consulente che si comporta come il cliente fosse una coniuge od una cliente che si comporta come il consulente fosse un genitore ( Risolvere obbiezioni inconsce, scogliere il nodo del “trasfert” e definire gli obiettivi del lavoro sono alla base di tutto il lavoro seguente.)

1b. Riconciliazione, risolvere i conflitti e ricuperare l’identità.

Quando si comincia a definire gli obiettivi, i conflitti sono inevitabili Es. “Voglio un rapporto monogamo E voglio tante storie occasionali” (obiettivi non conciliabili) o “voglio che <qualcuno> faccia <qualcosa> per me” (Io voglio controllare quella persona E voglio che sia fatto qualcosa) Ogni conflitto risolto è un passo verso l’esperienza dell’Anima. A volte una persona si identifica con un’altra persona o forse si dissocia dalla sua identità vera quando è stressata (Es. quando è abusata o traumatizzata) Per sciogliere le identificazioni e ricuperare l’identità si usano modifiche delle tecniche  degli sciamani Hawaiani ho’oponopono che è la guarigione delle famiglie e moe uhane che è la guarigione con l’ipnosi interattiva.

1c: Ricordare che “Sono l’Anima”.

Dopo avere risolto i conflitti e ricuperato l’identità, un’esperienza spontanea dell’Anima sembra normale e naturale. Si incoraggia la persona a trovare simboli per quest’esperienza per ognuno dei sensi così nel futuro può usare questi simboli per riagganciare l’esperienza.

Seconda Fase: Rivalutare i rapporti.

2a: Valutare i rapporti significativi. Delle migliaia di persone che uno può aver conosciuto, di solito sono pochi coloro che alle quali ci si sente “collegato”. Questi rapporti sono guardati dal punto di vista dell’Anima per riconoscere le possibili dipendenze e per discutere sulle conseguenze di ignorare o cambiare la situazione.

2b: La creazione di legami sani: Ri-identificarsi con il sé.

Si rilasciano o si cambiano quei legami non più voluti Es. “Mi sento ancora legato al mio ex, anche se siamo separati da tempo. Questo legame mi blocca dal trovare un’altro partner” A volte i legami sono basati sui sistemi del pensiero che condizionano e limitano le persona nel formare legami sani ed anche nel definire le meta della loro vita. Es. “Mi devo credere stupido per poter relazionarmi ad una persona importante che crede di essere stupido (o stupida) a sua volta. Se sono stupido non posso avere quello che voglio” Dopo aver completato il lavoro dell’Anima una persona riesce a mantenere il suo senso di sé in presenza dei rapporti significativi.

2c: Io ed anche gli altri sono L’Anima.

Finita le valutazione descritte sopra una persona può considerare come vorrebbe realizzarsi. Gli altri, che piacciono o no sono visti come altre anime che seguono il loro cammino. Trova che può scegliere con chi e come formerà dei rapporti.

Terza Fase: Rivalutare esperienze emozionali.

 3a. Identificare esperienze emozionali significative.

Delle migliaia di esperienze nella vita di ciascuno di solito ci sono quelle significative associate a delle espressioni di forte rabbia, tristezza o paura che possono sopraffare la persona al punto di interferire con la sua realizzazione. Es. “Sono così triste quando penso come ho sciupato la mia vita. La tristezza mi impedisce di fare quello che mi sono prefissa”. Si identifica la fonte di queste esperienze, che spesso sono causate dall’abuso o dal trauma, nello stato dell’Anima.

3b. Riimprontare - rivivere il passato sotto la guida dell’Anima.

 Esperienze traumatiche o di abuso e le emozioni associate possono essere riviste. Rivivendo i ricordi dallo stato di Anima si può scegliere di accettare le lezioni che queste situazioni portano e da qui trasformare le emozioni che scaturiscono. In seguito, la persona trova spesso che tutte le emozioni creano un movimento positivo. Es. “La tristezza del mio passato mi ricorda di sfruttare al massimo la vita che mi rimane”.

3c. Lavoro dell’Anima - “Sono sempre stato Anima”.

Una volta accettate le emozioni significative, una persona riesce ad imparare da qualunque ricordo. Persone in questa fase spesso commentano con sorpresa che le emozioni erano appropriate al momento dell’esperienza iniziale. Riescono a ricordare eventi traumatici con chiarezza ed anche con un’amore immenso per quella versione più giovane di se stessi che ha sopravvissuto a tanta difficoltà. E’ possibile sentirsi bene mentre si contempla il passato perché le emozioni, piacevoli e non, creano una motivazione verso la crescita e la possibilità di decidere i passi necessari per arrivare alla meta personale.

Quarta Fase. Rivalutare i modelli.

4a. Identificare modelli di vita significativi.

Una persona di solito ha pochi modelli di vita significativi anche se ha conosciuto tante persone in vita sua e di queste poche  imita spesso i comportamenti e modo di pensare, coscientemente o inconsciamente. Es. “Volevo essere come lui, così ho fatto quello che ha fatto lui”. Identificando e rivalutando questi modelli nello stato dell’Anima, la persona può scegliere di adottare o no i credi e comportamenti finora imitati.

4b: Rimodellare la vita. Rivivere i ricordi usando modelli scelti dallo stato dell’Anima.

Si possono scegliere nuovi modelli e rivivere ricordi significativi sotto la loro guida. Es. “Se avessi usato quest’altra persona come esempio avrei imparato a vivere meglio la mia vita”, scegliendo a questo punto che comportamenti vorrebbe attualizzare. 

4c. Lavoro dell’Anima IV. “Ogni persona è un mio maestro”.

La persona può decidere esattamente come e con chi vorrebbe realizzare la propria vita. Può decidere che lezioni imparare e trovare le persone  giuste. Può scegliere quali influenze sia del passato sia del presente sono d’aiuto, risolvendo comportamenti non voluti, in allineamento con il desiderio della persona per la propria vita.

Tecniche.

Ogni passo di questo lavoro è un passo verso il benessere. Passo per passo, uno costruisce la sua strada verso la sua meta personale. Dallo stato dell’Anima una persona può trovare i rapporti chiave, le esperienze chiave ed i modelli chiave, tutti sono diversi da quelli trovati nella veduta cosciente della persona. Usando il concetto di elementi chiave vuole dire evitare di cercare la risoluzione di ogni esperienza, emozione e rapporto singolo che richiederebbe una vita di terapia! Es. Una persona può avere un antipatia forte per certi animali, un rapporto spiacevole con un vicino ed un ricordo tristissimo della morte del suo cane ma se non sono creati intralci nel “senso della vita” della persona ne causano ostacoli nel realizzare quello che cerca nella vita, è una perdita di tempo cercare di cambiare questi ricordi ed emozioni.

  • Ci sono delle persone che non avranno nessuno beneficio da questo lavoro:
  • Persone incapaci di comunicare Es. persone con gravi danni cerebrali.
  • Persone in realtà diverse. Es. Psicotici, persone sotto gli effetti di psicofarmaci e droghe.
  • Persone che non vogliono prendersi le responsabilità di un’adulto e preferiscono comportamenti infantili.
  • Persone che sono perfettamente contente con il loro passato e futuro e con i loro rapporti come stanno.

Le persone nelle prime due categorie possono essere mandate da professionisti del caso mentre le persone nella terza categoria possono trarre beneficio del lavoro di integrazione antecedente allo stato dell’Anima ma è improbabile che arrivino all’esperienza stessa dell’Anima.

Lavoro dell’Anima e “Malattie Psicosomatiche”.

Clienti hanno spesso evidenziato una spontanea “guarigione” di sintomi fisici durante o dopo il lavoro dell’Anima. Analisi del sangue ristabilite, la scomparsa dell’artrite e la cessazioni delle emicranie. Attacchi di panico, dipendenza sulle sostanze e comportamenti ossessivi sono volatilizzati.

Se una persona ha come meta la risoluzione di sintomi fisici o mentali si può affrontarli direttamente, basandosi sul presupposto che un sintomo  rende manifesto un desiderio inconscio per un certo beneficio. Una delle tecniche è di “conversare” con le parti del corpo o della personalità associata ai sintomi.

A volte la persone riscontrano che il beneficio del sintomo è maggiore del disagio creato della sua rimozione e può decidere consciamente di tenerselo. Es. Un uomo di 32 anni con il diabete si é reso conto che un cambiamento nel suo comportamento infantile probabilmente avrebbe portato alla sparizione del diabete. Siccome si trovava bene fare il piccolo della famiglia e aveva paura che il suo miglioramento avrebbe causato un peggioramento nello stato di salute del fratello, ha scelto di rimanere infantile e diabetico.

Durante il lavoro dell’Anima, i sintomi non sono divisi per diagnosi medica ne per severità ma invece secondo il beneficio che portano alla persona.

Sintomi che reprimono i conflitti. (Possono svanire durante la prima fase.)

La riconciliazione e l’integrazione possono alleviare sintomi fisici e mentali basati sui conflitti interiori come per esempio l’odio verso se stesso. Es. Una persona nel tentativo di evitare l’etichetta di “pigro” diventa stacanovista con il risultato che ha malattie da stress, problemi digestivi e cardiaci.

Sintomi collegati ai rapporti personali. (Possono svanire durante la seconda fase.)

Il lavoro sui rapporti aiuta ad alleviare i sintomi che servono per mantenere in piedi rapporti non sani. Es. In un rapporto fra delle persone che hanno cura uno dell’altro solo durante la malattia. In un altro caso una persona dimostra gli stessi sintomi di una persona a cui è legato affettivamente.

Sintomi che reprimono le emozioni. (Possono svanire durante la terza fase.)

Il lavoro sulle emozioni può alleviare sintomi che sono radicati in esperienze passate in cui sono nate delle emozioni opprimenti. Per esempio. Una persona che subisce un’esperienza traumatica e reprime le emozioni risultanti può sviluppare una malattia  nello stesso luogo del corpo dove ha sentito le emozioni, di solito nel parte centrale del tronco. Così le persone che non esprimono la rabbia o la tristezza, “tendendola dentro” spesso dicono che sentono queste emozioni sentono nel intestino, stomaco, cuore o gola e hanno sintomi fisici nelle stesse sedi.

NB. Nella mia esperienza, le emozioni non espresse sono spesso associate agli chakra delle filosofie orientali anche quando la persona non ne ha nessuna conoscenza ne interesse per questi concetti.

Sintomi che imitano i modelli. (Possono svanire nella quarta fase.)

Il lavoro sui modelli aiuta a alleviare i sintomi fisici e mentali basati sulla scelta dei modelli durante l’infanzia o adolescenza. come uno studente che esibisce lo stesso sintomo dell’insegnante preferito. Es Dicono che degli studenti di Milton Erickson, MD, un’ipnoterapista famosa che ha sofferto di poliomielite, hanno problemi di rigidità delle giunture. Un altro esempio è quello di attori che incarnano personaggi problematici. Mi è stato detto che Dustin Hoffman avevo bisogno di psicoterapia intensiva dopo avere recitato il ruolo di un uomo autoptico in “Rain Man”.

Formazione nel Lavoro dell’Anima.

Durante un corso, ogni tecnica è ampiamente dimostrata e praticata con la possibilità  per ogni studente di osservare e partecipare direttamente. L’effetto a lungo termine di ogni tecnica è discussa.

Ogni persona che desidera imparare questo processo partecipa ad un seminario dove si giudica se la persona è adatta alla formazione intensiva. La riprova è che una persona riesce a riconoscere ed a risolvere le obbiezione inconsce di un’altro in conversazione, con l’aiuto dell’insegnante. La prova critica è se un persona è capace di sciogliere un’obbiezione del tipo “si, ma..” in modo che la stima di se stesso e la stima dell’altro formano un ponte fra le due realtà.

Sommario

Il Lavoro dell’Anima è incompleto e forse rimarrà sempre così. Siccome le esperienze interiori di una persona non possono essere “sbagliate”, le teorie vengono sempre al secondo posto e l’esperienza di ogni persona porta novità alla metodologia.

E’ un metodo utile alle persone che desiderano evolversi e di fare un lavoro individuale di cambiamento interiore. Il Lavoro dell’Anima comincia con l’esperienza dell’Anima che diventa l’insegnante, la guida, il testimone, mentore e terapista. E’ nutrimento per l’essenza della persona. Dal punto di partenza dell’Anima si può rivedere tutti i rapporti, con il se, con gli altri, con il mondo, rivedere le esperienze vissute. Il Lavoro dell’Anima consiste nelle capacità ed il tempo impiegato per arrivare alle mete prefisse. E’ una forma di Amore.

Riconoscimenti.

Questo lavoro è radicato nel Huna, la guarigione Hawaiiana, con riferimento particolare a Papa Henry Auwae di Hilo, Aunty Margaret Machado di Kealakekua. Per quello che ho imparato dei rapporti Anima ad Anima, ringrazio Janelle Doan del Canada, un’angelo di professione e per avermi insegnato Gl’Intenti dell’Anima  ringrazio Annegret Hallanzy Terapista della Famiglia in Germania.

Anche se ho imparato ed insegnato in molti paesi, la maggiore parte del lavoro è stato in Polonia. Non ho parole per esprimere la mia gratitudine a Kasia Kaskiewicz (Consulente alla Salute, Varsavia) ed a Marylla Biernacik, (Consulente d’Affari, Varsavia) per la loro saggezza infinita, il loro incoraggiamento e la loro assistenza.

In fine, ringrazio i miei clienti più esigenti e meno pazienti che mi hanno permesso di sviluppare questa filosofia e mettere a punto le tecniche.

Nota del Autore.

Vengo del mondo della Fisica e sono ancora sorpreso di trovarmi in questo mondo strano della realtà soggettiva. Vorrei instaurare un dialogo con terapisti che desiderano esplorare il concetto di Anima. Manderei articoli in cambio di pareri e commenti. Purtroppo, siccome il Lavoro dell’Anima è basato su comunicazioni personali con gli Hawaiiani, terapisti, studenti e clienti non c’è una bibliografia a cui fare riferimento.

© Martyn Carruthers, May 1999. Translated by Caroyn Martin (Firenze)


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